Il rapporto tra corpo ed emozioni, la relazione tra immagini e realtà, l’identità nell’era delle piattaforme digitali. Sono solo alcuni dei temi al centro di Opus Mundi: sguardi sul presente, il nuovo ciclo di dialoghi promosso da Fondazione Golinelli nell’ambito della mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi (visitabile gratuitamente al Centro Arti e Scienze Golinelli di Bologna, fino al 28 giugno 2026).
Protagonisti degli incontri sono artisti e artiste di fama internazionale: Sissi (Daniela Olivieri), Marcello Maloberti e Ruggero Rosfer. Mettendo in relazione arte contemporanea, scienza e attualità, affrontano alcuni temi cruciali del nostro tempo: dal corpo, inteso come mappa emotiva e linguaggio, alle identità modellate — o limitate — dalla rivoluzione digitale.
Nel corso di tre incontri – introdotti da Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli, e moderati da Veronica Ceruti, direttrice del Dipartimento Educazione, Istruzione e Nuove Generazioni del Comune di Bologna – l’arte contemporanea diventa un medium per provare a rispondere ad alcune delle grandi domande del presente, per provare a capire dove siamo, che cosa sta cambiando, e quali orizzonti ci attendono.
IL PROGRAMMA
ANATOMIE EMOTIVE: SISSI TRA ARTE, SCIENZA E LINGUAGGIO
Martedì 14 aprile | ore 18
Che cosa significa conoscere il corpo? E che cosa succede se, accanto all’anatomia scientifica, ne immaginiamo una seconda, un’anatomia parallela – intima e mobile, attraversata da memorie e stati d’animo? Sissi (Daniela Olivieri), artista bolognese, da oltre vent’anni opera sul confine tra arte, scienza e linguaggio, mettendo al centro della propria estetica una riflessione sul corpo: non inteso come semplice oggetto di rappresentazione, bensì come campo di sperimentazione, strumento di indagine e spazio di relazione.
Nel quadro delle trasformazioni che attraversano il nostro tempo, la conoscenza del corpo non riguarda soltanto la medicina e la misurazione: riguarda anche il modo in cui percepiamo sensazioni ed emozioni, e come queste plasmano la nostra identità. In questo spazio di confine tra sapere scientifico e immaginazione poetica, il corpo diventa linguaggio.
Sin dall’inizio della sua carriera, Sissi costruisce un’enciclopedia corporea in cui disegni, sculture, performance e abiti concorrono alla creazione di un unico organismo in divenire: un grande corpo composto di parti, strati e funzioni. Fulcro di questa visione è il libro d’artista Anatomia Parallela (2015, ed. 3/5), presente nella mostra I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi: un’anatomia “emotiva”, in cui le emozioni diventano organi intangibili: non si vedono, ma si sentono.
Daniela Olivieri, in arte Sissi, vive e lavora tra Bologna e Londra. Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, la sua pratica intreccia vari linguaggi visivi come il disegno, il tessile, la performance e la scultura – in particolare la ceramica. Ha presentato il suo lavoro in mostre internazionali e in Italia, in musei, gallerie e spazi pubblici.
MARCELLO MALOBERTI. HIMALAYA: RITI QUOTIDIANI, IMMAGINARIO, COMUNITÀ
Martedì 26 maggio | ore 18
Protagonista del secondo appuntamento è Marcello Maloberti, artista che lavora come un “cacciatore di epifanie”: parte da ciò che è vicino e ordinario trasformandolo successivamente in un piccolo rito collettivo.
L’incontro prende avvio dall’opera Himalaya (2012), una stampa fotografica che documenta la performance Un certo presentimento, realizzata alla Triennale di Milano. Al centro dell’azione c’è un bambino seduto a terra che ritaglia montagne da libri illustrati e le lascia cadere attorno a sé. Un gesto infantile, ripetuto e paziente, diventa costruzione di un paesaggio. Il libro, luogo di immagini “già date”, viene smontato e trasformato in materia: l’immaginario non si limita a rappresentare il mondo, lo produce.
In questa azione minima si concentra una visione: l’identità come accumulo di immagini, memorie e desideri; la comunità come spazio di relazioni e risonanze; il quotidiano come luogo in cui può accadere qualcosa di inatteso. Nel lavoro di Maloberti, il poetico è anche politico: l’arte è sempre gesto capace di rompere schemi e gerarchie, aprendo lo sguardo a nuove possibilità.
Marcello Maloberti vive e lavora a Milano. La sua ricerca nasce dall’osservazione delle periferie materiali e umane, dei gesti minimi e delle condizioni di precarietà, trasformati in immagini e azioni dalla forza insieme neorealista e visionaria. Attraverso performance, fotografia, video, collage, suoni e installazioni luminose, mette in corto circuito arte e vita. Il pubblico non è solo spettatore ma corpo collettivo delle sue performance, chiamato a condividere un’esperienza spesso teatrale e straniata.
RUGGERO ROSFER. FACE-OFF: IDENTITÀ, CENSURA E CORPO DIGITALE
Giovedì 11 giugno | ore 18
Che cosa resta della nostra identità quando gli strumenti con cui ci raccontiamo diventano anche i dispositivi che ci filtrano, ci regolano, ci limitano? Nel quadro delle trasformazioni che attraversano il nostro tempo, la transizione tecnologica è il confine dell’identità: profili, filtri e regole di visibilità diventano una “seconda pelle” tra mediazioni, censura e controllo.
Il dialogo con Ruggero Rosfer, artista e fotografo, parte del duo Rosfer & Shaokun è ispirato dall’opera Face-Off I (2010), una stampa digitale che rende visibile – sul corpo – la frattura tra identità reale e identità mediata dalle piattaforme.
Rosfer & Shaokun hanno usato la fotografia come un laboratorio sull’io: travestimenti, maschere e camuffamenti mettono in crisi l’idea di un soggetto unitario e stabile. Il corpo diventa una superficie di proiezione culturale, dove norme collettive, desideri, censura e libertà d’espressione si incontrano e si scontrano. Face-Off fa parte di un trittico dedicato alla censura digitale nella Cina contemporanea e nasce da un’esperienza concreta: durante i periodi di lontananza, i due artisti non potevano comunicare liberamente a causa del blocco dei principali social network occidentali e di un sistema di controllo delle informazioni.
In quest’opera la tecnologia non si limita a coprire: riscrive. Rende visibile una domanda che riguarda tutti: quanto del nostro “io” coincide con ciò che possiamo mostrare? E cosa accade quando la possibilità stessa di mostrarsi è filtrata o impedita?
Ruggero Rosfer è fotografo e regista. La sua pratica attraversa moda, ritratto e reportage, con uno sguardo poetico che indaga identità, memoria e dignità umana. Accanto al lavoro per cinema e comunicazione visiva, sviluppa una ricerca autoriale in cui l’immagine diventa luogo di incontro tra estetica ed etica. Dalla lunga collaborazione con l’artista cinese Shaokun (1980–2016) sono nate opere ibride in cui fotografia e intervento pittorico–incisorio si fondono: lo scatto non è semplice documento, ma superficie viva, trasformata in narrazione e materia. Vive e lavora a Milano.
Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito previa prenotazione online: https://www.fondazionegolinelli.it/dialoghi-di-arte-e-scienza-opus-mundi-sguardi-sul-presente/

