Il tema della stabilizzazione dei lavoratori delle biblioteche comunali modenesi, portato all’attenzione pubblica in questi giorni, è l’indicatore di un problema molto più ampio rappresentato dalla forte carenza di personale in molti settori del Comune di Modena, a partire appunto dal servizio biblioteche.

Negli ultimi anni la biblioteca comunale Delfini ha conosciuto una forte sofferenza per la mancata copertura dei posti vacanti che ha determinato un alto turn over del personale, con conseguenze sull’organizzazione complessiva del servizio e contribuendo a creare precariato.

Per questo, almeno dal 2024 la Fp Cgil sollecita l’Amministrazione Comunale a fare un investimento serio in questo settore coprendo i posti vacanti da istruttori culturali presso la biblioteca Delfini con concorsi pubblici. La recente scelta del Comune di Modena di cancellare la previsione di copertura tramite concorso dei 4 posti inizialmente previsti nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione), è stata perciò fortemente contestata al tavolo sindacale con richiesta di fare marcia indietro agli amministratori comunali e in merito alla quale stiamo continuando a fare pressione.

La Fp Cgil ribadisce la necessità di incrementare le risorse da destinare alle assunzioni di personale per mantenere i servizi nel perimetro pubblico, a partire dalla biblioteca, ma dando risposta anche alle carenze di personale in tutti gli altri settori.

La Fp Cgil sta conducendo un’ampia campagna di assemblee fra i lavoratori e le lavoratrici dei vari servizi comunali della città di Modena, da cui emergono segnali di grande sofferenza causati spesso dalle carenze di organico e dall’alto turn over. Del resto i numeri parlano chiaro: nel 2025 i dipendenti comunali in ruolo (al netto dei dirigenti) erano 1.244 (in calo rispetto ai 1.324 del 2024) a fronte di una dotazione organica prevista di 1.399. Emerge quindi chiaramente la necessità di un piano straordinario di assunzioni che copra i 155 posti vacanti (trasversali a vari settori).

Ad oggi il piano assunzionale del Comune prevede una copertura pari a circa la metà, non riuscendo a dare quindi tutte le risposte necessarie. E’ ormai non più rinviabile il rafforzamento dei servizi pubblici comunali oltre che necessario rendere nuovamente appetibile il lavoro nel Comune di Modena. Qualità dei servizi e benessere organizzativo vanno di pari passo e si costruiscono a partire da politiche sul personale adeguate e invertendo il trend di riduzione degli organici che nell’arco di un decennio ha perso oltre 500 posti.

La Fp Cgil chiede un cambio di passo al Comune di Modena aprendo un confronto serio e costruttivo sulle politiche assunzionali e sugli spazi di spesa disponibili per il personale. Anche per dare risposte ai numerosi tempi determinati, che insieme al personale di ruolo, garantiscono servizi pubblici essenziali ai cittadini, dall’anagrafe, ai servizi sociali, ai servizi educativi, al settore cultura e biblioteche, dagli uffici tecnici e ai lavori pubblici, dai settori pianificazione e gestione territorio, ecc… mettendo in campo anche le procedure di stabilizzazione, per chi ne ha i requisiti, previste dalle normative vigenti (Legge Madia).

Oltre al confronto con l’Amministrazione locale, la Fp Cgil continua la vertenza nazionale per la modifica delle normative sui vincoli alle spese del personale e per il superamento dei tetti di spesa previsti per le assunzione nel pubblico, perché solo così si possono realmente garantire servizi pubblici di qualità ai cittadini.

(Giada Catanoso – Enrico Abbati, Fp Cgil Modena)