
”Ducati e’ ora una societa’ perfetta – spiega Bonomi – ma per una ulteriore crescita richiede il supporto di un partner industriale di rilevanza mondiale”.
Per questo Bonomi, che punta cosi’ a triplicare l’investimento iniziale, spiega che ”quest’anno lavoreremo per trovare il partner”.
Lo scorso anno la Investindustrial ha dato mandato a Goldman Sachs, Deutsche Bank e Banca Imi di sondare una quotazione della Ducati sul mercato di Hong Kong (la societa’ era quotata a Milano fino al 2008 ndr), ma attualmente la cessione a un gruppo rivale o a un grande gruppo automobilistico, spiega il quotidiano, e’ vista come l’opzione piu’ probabile per internazionalizzare ulteriormente il marchio.
La Ducati, la cui fama nel mondo e’ stata accresciuta grazie alle vittorie di Valentino Rossi, vende ogni anno 40.000 moto e ha debiti per 1,7 volte i suoi utili prime di interessi, svalutazioni e ammortamenti. Un livello di indebitamento che l’Ft, giudica ”basso rispetto a quello di molte societa’ nel portafoglio di gruppi di private equity”.

