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Economia in Emilia Romagna: tengono le Pmi soffre l’artigianato

Il sistema imprenditoriale dell’Emilia Romagna mostra una sostanziale stabilita’ e resta tra i piu’ solidi di fronte alla crisi dell’economia italiana. Ma se la piccola impresa nel primo semestre del 2005 ha avuto risultati positivi e nel prossimo prevede un miglioramento, l’artigianato e’ in affanno, con riduzioni di domanda, fatturato e scarsa propensione agli investimenti.

E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola impresa in Emilia Romagna, realizzata da Confartigianato Federimprese Emilia Romagna. Si tratta di un’indagine svolta su un campione di 900 imprese della regione, con l’obiettivo di monitorare lo ‘stato di salute’ delle piccole imprese sulla base dei giudizi dati direttamente dagli imprenditori.
Nel primo semestre 2005 l’andamento del fatturato (-0,1%) e il rapporto domanda/ordini (-0,3%) in miglioramento rispetto all’anno scorso (sebbene rimangano alcuni elementi negativi sull’andamento della domanda), evidenziano la sostanziale stabilita’ del sistema imprenditoriale della regione. E le aspettative per iprossimi sei mesi sono buone: si stima infatti un miglioramento del livello della domanda (+ 0,7% rispetto al primo semestre) e un aumento medio del livello del fatturato dello 0,9%.
Il settore edile presenta performance economiche soddisfacenti, mentre tra i 4 settori presi in cosiderazione, quello dei servizi alle imprese mostra le migliori performance in termini di domanda e fatturato (cresciute dello 0,2% e dello 0,6%). I servizi alle persone si conferma invece il settore maggiormente colpito dalla crisi.
Per quanto riguarda le province, Parma, Bologna, Forli’-Cesena e Reggio Emilia rilevano i migliori andamenti, mentre a Ravenna e Rimini si evidenzia un certo ridimensionamento di domanda e fatturato.
”L’artigianato e le piccole imprese rappresentano l’asse portante dell’economia regionale – ha sottolineato il presidente di Confartigianato Emilia Romagna, Gianpaolo Palazzi – ma per sopravvivere alla concorrenza dei paesi emergenti hanno bisogno di politiche di sostegno sia a livello nazionale che regionale”.