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Reggio E.: l’assessore all’Ambiente su Parco Cervi

L’assessore all’Ambiente del Comune di Reggio, Pinuccia Montanari, che ieri ha incontrato i cittadini al parco Cervi, dichiara e precisa quanto segue:
“Il progetto per la riqualificazione del parco Cervi è stato interamente condiviso dalla Giunta comunale. L’Amministrazione farà tutto il possibile per conservare e incrementare il patrimonio arboreo del parco Cervi, come già ha fatto e sta facendo per altre aree verdi della città”.


Il progetto è stato realizzato in coerenza con il Piano comunale del Verde, validato dalla Consulta Verde e approvato all’unanimità dalla Giunta comunale con l’obiettivo di restituire il parco alla città nel suo pieno utilizzo di spazio pubblico, come giardino urbano, e non come bosco, 12 mesi all’anno. Si vuole valorizzare il verde esistente, che versa ora in un precario stato di conservazione, come rilevato dalla relazione tecnica sulla valutazione di stabilità del consulente Giovanni Morelli. I censimenti condotti dal 1980 a oggi dimostrano che le essenze dell’area verde tendono nel tempo ad ammalarsi e a diminuire, se non sottoposte a una manutenzione governata: dalle oltre 300 del 1981 sono infatti passate agli attuali 183.
Gli alberi attualmente presenti al Parco Cervi sono 183 e al termine dei lavori di riqualificazione saranno 208.
Degli alberi esistenti, ne verranno tolti 21: di cui 8 con problemi strutturali (rischiano di cadere) e 13 con problemi fitopatologici (malattie) oppure ad alta densità.
Verranno invece mantenuti altri 22 alberi, che presentano già ora problemi di alta densità e patologici in via di evoluzione: questi alberi saranno sottoposti a un costante monitoraggio tecnico.
E’ inoltre prevista, come da progetto, la piantumazione di 46 nuove essenze.

Il progetto aderisce pienamente alla perizia tecnica realizzata nel 2004, in tempi anteriori all’obiettivo della riqualificazione, dall’agronomo Giovanni Morelli.

Scheda sul progetto
Il progetto elaborato dallo Studio di paesaggistica Baldi parte dall’analisi delle criticità presenti nel parco Cervi: illuminazione poco efficiente, eccesso di vegetazione e difficoltà nella sorveglianza, mancanza di punti di riferimento e d’interesse, un fattore psicologico negativo dovuto alla scarsa qualità complessiva del luogo.
Per quanto riguarda la vegetazione, nello specifico: l’impianto arboreo è eccessivamente denso e presenta problemi di sicurezza statica; evidenti sintomi di patologie fitosanitarie, i volumi vegetali presenti, a causa di una crescita spontanea e impropria in un contesto di parco urbano, pregiudicano il godimento del parco e ne minano l’evoluzione. Dal punto di vista architettonico, l’assenza di una trama adeguata impedisce la fruibilità da parte dei cittadini dell’intera superficie, mentre gli arredi e le attrezzature versano in una condizione desolante. Appare inoltre poco adeguato il rapporto di visibilità tra l’esterno e l’interno e gli ingressi non sono sufficientemente invitanti e funzionali.
Le superfici risultano scarsamente calpestabili durante tutto l’anno e mancano spazi per attività ludiche e sportive o di aggregazione.
Gli obiettivi del progetto sono di far assumere al verde una forte rilevanza, per tutta la città storica, aumentando anche l’offerta dei servizi per la residenza. L’intervento è volto a eliminare le situazioni di rischio, determinate dalla scarsa qualità del sistema di illuminazione che non permette di sfruttare in modo totale e sicuro le potenzialità del parco, a creare una veduta generale dell’area in tutte le sue parti per consentire a tutti i fruitori di incontrarsi in un luogo tranquillo. Per questo motivo l’area spettacoli concava viene sostituita con un’area spettacoli a raso, che permette la visibilità e un miglior controllo della zona.
Indagini sullo stato di conservazione del sistema vegetativo hanno individuato situazioni di criticità sulle quali intervenire con soluzioni di manutenzione, di irrigazione, di sostituzione con nuove piantumazioni, e di protezione della vegetazione, che in alcuni casi comporterà anche l’abbattimento delle specie incongrue.
Oltre quindi ad una riprogettazione dei quattro ingressi, il progetto prevede uno spazio per gli spettacoli, la valorizzazione delle mura medievali, l’area gioco bimbi, l’area per lo sport, una pista di atletica all’interno dell’anello di atletica, ora andato perso, e una piazza.
Si sottolinea che nella relazione tecnica di Giovanni Morelli sulla stabilità delle piante, a supporto del progetto, si identificano tre categorie di piante con diverso grado di incongruità: pericolosità immediata, pericolosità a medio periodo, impossibilità di sviluppo armonico.
Primo caso: “In alcuni casi i riscontri sia visivi, sia strumentali – scrive Morelli – hanno evidenziato gravi problematiche strutturali, delle quali si è prescritto l’abbattimento”.
Secondo caso: “E’ opportuno ricordare che per diversi altri esemplari arborei si è riscontrata una situazione di pericolosità non immediata, ma comunque associata ad una rapida progressione delle alterazioni presenti. Per questi esemplari potrà essere suggerito l’abbattimento in virtù della probabile futura recrudescenza delle problematiche fitopatologiche riscontrate”.

Terzo caso: “Alle due categorie descritte ne va aggiunta una terza. Vi sono esemplari che, pur non presentando patologie particolari, non hanno caratteristiche di pregio estetico o funzionale o, comunque, sono collocati in condizioni che non ne prevedono il futuro armonico sviluppo. Alberi assai prossimi ai manufatti o in condizione di spiccata subordinazione”.