Home Ambiente Per 61 alberghi della Riviera scatta lo sconto sui rifiuti

Per 61 alberghi della Riviera scatta lo sconto sui rifiuti

E’ diventato operativo il protocollo d’intesa tra
Legambiente Turismo ed Hera spa che prevede lo
sconto sulla tariffa dei rifiuti urbani per le
strutture ricettive “consigliate per l’impegno in
difesa dell’ambiente”, controllate durante la
stagione estiva dagli incaricati
dell’associazione e risultate in regola con gli
impegni presi per il 2008.

Il ristorno alle strutture ricettive consiste in una restituzione del 10% delle bollette sulla quota variabile della bolletta di Hera riferita ai rifiuti e
riguarda 13 aziende di Ferrara, 1 di Bagnacavllo,
3 di Bagno di Romagna, 8 di Cesenatico, 1 di
Gatteo Mare, 2 di San Mauro Pascoli, 8 di Cervia,
5 di Ravenna e 20 di Rimini.

Si tratta dei comuni dove è stato deciso il passaggio da tassa a tariffa e nei quali è l’azienda di raccolta che riscuote le somme e quindi può applicare direttamente lo sconto. Purtroppo nelle altre città sede di strutture ricettive aderenti all’etichetta ecologica di Legambiente dove è ancora in vigore la vecchia “tassa” le somme sono raccolte direttamente dai comuni che poi pagano
ad Hera il servizio. Nonostante le richieste di
Hera e di Legambiente – dato che i comuni si sono
rifiutati di applicare lo sconto – l’azienda ha
comunque deciso di dare un segnale con la
fornitura di un mobiletto con all’interno i
contenitori per la raccolta differenziata.

La vicenda è particolarmente incresciosa per gli
hotel di Riccione. In questa città dove ha avuto
inizio l’avventura degli alberghi raccomandati
per l’impegno in difesa dell’ambiente
l’amministrazione comunale – che riscuote
direttamente le somme della tassa sui rifiuti –
si è rifiutata di applicare lo sconto nonostante
che questo impegno sia previsto addirittura da
una delibera del comune che risale al 2000. Di
fronte alle risposte negative alle sollecitazioni
l’amministrazione comunale non è restata altra
ipotesi che quella di ricorrere ad azioni tese a
far rispettare quanto previsto dalla delibera che
possono essere assunte soltanto dai titolari
degli hotel, danneggiati da questo comportamento, per cui Legambiente con una lettera inviata all’Associazione Albergatori e ai titolari delle aziende interessate ha comunicato la sua disponibilità.

Infatti nella lettera Legambiente precisa che si dichiara disponibile “a supportare eventuali azioni degli albergatori danneggiati,
dirette ad ottenere dal Comune il rispetto degli
impegni, anche mettendo a disposizione gratuitamente il nostro ufficio legale”.
“L’accordo sottoscritto con Hera ­ sottolinea il
presidente di Legambiente Turismo, Luigi Rambelli­ supera la logica degli incentivi a pioggia
passando al riconoscimento delle azioni concrete
realizzate dagli imprenditori virtuosi. Perciò
l’accordo prevede che lo sconto sia conseguente
ai risultati dei controlli effettuati in ogni
struttura da parte degli incaricati dell’associazione per verificare l’applicazione corretta delle regole sottoscritte all’atto dell’adesione alla etichetta ecologica dell’associazione. Fare bene la raccolta
differenziata è infatti uno degli obblighi
assunti dalle strutture che aderiscono
all’ecolabel Legambiente Turismo in Emilia
Romagna. I titolari di queste imprese sono
impegnati anche ad informare adeguatamente gli
ospiti e ad educarli a collaborare alla
differenziazione dei rifiuti prodotti (in
particolare carta, bottiglie di plastica e
lattine). La scelta di Legambiente è diretta
anche alla riduzione della quantità di rifiuti
prodotti, attraverso una riduzione delle confezioni monouso sia nel settore igienico (kit
di cortesia) sia nel settore alimentare. Si
tratta di azioni piccole semplici ma efficaci che
– ad esempio – hanno permesso di ottenere nel
2006, da 250 aziende aderenti presenti a livello
nazionale l’eliminazione di 2 tonnellate di
plastica e la conseguente riduzione dei gas
serra. Tra l’altro in questo modo è più facile
stabilire una relazione diretta con i produttori
locali per la fornitura di marmellate ed altri
prodotti del territorio, mentre le confezioni
monouso in plastica e alluminio contengono
prevalentemente prodotti delle multinazionali.