
Il documento, presentato da Ivano Mantovani (Pd), chiede al ministero dell’Ambiente, al momento della valutazione del progetto da parte della commissione di Via, di «tenere nella giusta considerazione il parere e le valutazioni che la Regione esprimerà per conto anche delle realtà locali» e di «valutare come alternativa i giacimenti di gas naturale esauriti presenti nella pianura padana e considerati sicuri dagli esperti».
Nel motivare la non partecipazione al voto, Luca Ghelfi ha sottolineato «di non essere aprioristicamente a favore del progetto. Semplicemente ritengo – ha detto – che ci siano procedure di legge a cui attenersi e ricordo che il parere della commissione tecnica non è vincolante». Ghelfi, dicendosi consapevole che «il problema dell’approvvigionamento del gas esiste», ha aggiunto inoltre di non condividere l’invito a valutare alternative rivolto al ministero: «Non è suo compito farlo».
«Il nostro no è tecnico» ha ribadito Dante Mazzi (Pdl) che ha ricordato come «inizialmente fossimo tutti contrari al deposito, ma a un certo punto hanno cominciato a esserci dei distinguo nonostante il sottosuolo sia sempre quello e continui a presentare rischi seri». Per Bruno Rinaldi (Pdl) «il principio di cautela in circostanze come questa è vincolante», mentre Giorgio Siena (Pd) ha sottolineato l’importanza del fatto che «il parere tecnico sia stato multidisciplinare».

