
Si tratta di una scelta di civiltà che sancisce il diritto dei modenesi ad esprimere la propria dichiarazione anticipata di volontà relativa ai trattamenti sanitari, cioè a dire quali terapie accettare e quali rifiutare. Uno strumento al servizio delle persone, affinché la propria volontà sia rispettata, e al servizio dei medici che hanno a disposizione un elemento di prova inconfutabile circa la volontà dei pazienti.
La delibera che istituisce a Modena il registro de testamento biologico assume un ulteriore significato, essendo di iniziativa popolare e quindi nata dalla volontà di centinaia di modenesi che ne hanno condiviso il valore di umanità e laicità.
Si tratta di una scelta di laicità. Chi nel centrodestra critica questo provvedimento immagina uno stato etico in cui i valori del proprio credo prevalgono su quelli di tutti i cittadini. Al contrario noi siamo per la libertà di scelta e sulla piena autodeterminazione delle persone.
Dopo Pavullo e Modena ci auguriamo che il registro del testamento biologico possa essere approvato in tanti altri Comuni modenesi.
(Stefano Lugli, Segretario Federazione PRC Modena, Candidato al Consiglio Regionale)

