
Raffaello, Metropol, Capitol, Splendor, Principe e Olimpia sono alcuni tra gli oltre 50 cinema realizzati da Vinicio Vecchi nella provincia di Modena. All’architetto modenese (1924-2007), progettista della città del secondo dopoguerra, è dedicata la mostra che propone una prima selezione degli oltre 10 mila disegni che gli eredi di Vecchi hanno donato alla biblioteca. Dopo un primo lavoro di censimento di tutti i materiali sono state inventariate finora circa 200 buste e 1170 disegni. La mostra è frutto del lavoro di inventario delle carte relative ai cinema, reso possibile dal finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, nell’ambito del progetto “Archivi-a-Mo”.
Vinicio Vecchi si formò in una famiglia di decoratori e scultori. Frequentò il Regio Istituto d’Arte; nel 1942 si iscrisse alla Facoltà di Architettura a Roma, dove visse con il fratello Veldo, scultore e autore di molte opere che Vinicio inserirà nei suoi edifici, insieme a quelle dell’amico pittore Luciano Giberti (tra queste la parete in piastrelle di ceramica realizzata nel 1954 per l’atrio del cinema Principe, il pannello in legno pirografato del 1961 per l’atrio dello Spendor, il bassorilievo in cemento e piombo eseguito da Veldo Vecchi nel 1961 posto sulla facciata del cinema Principe). Vecchi partecipò Resistenza insieme ad altri componenti della famiglia. Riprese gli studi di architettura a Milano laureandosi nel 1952. Durante gli studi frequentò i corsi di Vittorio Gandolfi, Giò Ponti e soprattutto di Mario Cavallè, grande progettista di cinema in Italia.
La mostra è corredata da molti documenti inediti che restituiscono uno spaccato della vita modenese, come le fotografie d’epoca tratte dal fondo Tonini della Biblioteca Poletti e dal Fotomuseo, che illustrano in particolare i diversi utilizzi delle sale cinematografiche per convegni, feste, congressi, commemorazioni, e le recensioni cinematografiche del critico Ferruccio Veronesi per “Il Resto del Carlino”.


