
Seguendo sempre il criterio demografico non sono state accolte le richieste per l’istituzione di nuove sedi avanzate dai Comuni di Minerbio, Castel Guelfo, Monte San Pietro e Vergato.
Inoltre il nuovo assetto prevede il passaggio da rurale ad urbana di una farmacia del Comune di Minerbio e l’avvicinamento al capoluogo di una delle sedi presenti nel comune di Medicina.
Collegato alla delibera è stato presentato in aula un ordine del giorno, proposto da Zaniboni-Pd e Sabbioni-Fli e sottoscritto da Fds, Lega e Pdl. I due documenti sono stati approvati con 29 voti a favore (Pd, Idv, Fds, Udc, Fli, Pdl, Lega, Pagnetti-Misto) e il voto contrario di Rambaldi-Misto.
L’odg evidenzia “la necessità di permettere l’apertura di presidi farmaceutici in deroga agli attuali criteri rigidamente demografici e topografici per situazioni specifiche e particolari come ad esempio la forte presenza di lavoratori pendolari, elevati flussi turistici e alta percentuale di popolazione anziana”.
Con l’obiettivo di rispondere meglio alle reali necessità del territorio e al fabbisogno farmacologico della popolazione l’ordine del giorno chiede alla Giunta, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari locali e dell’Upi, di interessare il Parlamento per modificare in tempi rapidi l’attuale normativa.

