
Il GIP del Tribunale di Reggio Emilia accogliendo le richieste della D.ssa Maria Rita Pantani, sostituto presso la Procura reggiana che ha condiviso con le risultanze investigative dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia ha emesso tre provvedimenti restrittivi di natura cautelare nei confronti dei tre ladri accusati del reato di tentato furto aggravato in concorso ai danni del negozio scandianese iscrivendo nel registro degli indagati il commerciante con l’accusa di tentato omicidio.
Alle prime ore di oggi 10 gennaio 2012 i Carabinieri del Nucleo Investigativo tra Reggio Emilia e la provincia di Lecce hanno eseguito le tre ordinanze di custodia cautelare arrestando in provincia di Lecce dove sono stati rintracciati, la vittima del tentato omicidio A.V. 56enne e il fratello G.V. 41enne residente a Reggio Emilia, ristretti a disposizione della competente magistratura nel carcere leccese in quanto chiamati a rispondere del reato di tentato furto aggravato in concorso. A Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, con la stessa accusa, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di prestazione alla P.G. il 30enne G.M. originario di Napoli e residente a Cavriago. Nei guai anche il commerciante, G.T. 36enne abitante a Scandiano, indagato in stato di libertà per il reato di tentato omicidio a cui questa mattina, i carabinieri del Nucleo Investigativo Reggio Emilia nel corso di una perquisizione hanno rinvenuto e sequestrato, nel negozio, l’arma del delitto risultata essere un coltello da cucina.
I fatti si ricorda hanno avuto origine intorno alle 23,30 di domenica 25.11.2012 quando il 56enne A.V. è entrato, sorretto dal fratello, al Pronto Soccorso del’Ospedale Santa Maria Nuova. Ai Carabinieri, giunti subito in ospedale, non è restato altro che raccogliere le parole allarmate del fratello, perché il 56enne è stato operato d’urgenza. Sarebbe stato aggredito all’intermo del parco “I Pioppi” (nella zona di Via Martiri di Cervarolo) da uno sconosciuto. Da li, si sarebbe trascinato fino al vicino centro sociale per poi chiedere aiuto al fratello con il telefonino.


