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Ictus cerebrale: agricoltori meno a rischio

agricoltura_2Stili e abitudini di vita sono importanti per prevenire l’ictus e chi conduce una vita sana e all’aria aperta, come gli agricoltori, è un soggetto meno a rischio, a patto che si segua uno stile di vita equilibrato. E’ quanto emerso nel corso di un convegno svolto a Pavullo ieri dalla Associazione pensionati – Cia che nell’ambito di un ciclo di incontri informativi ha dedicato una mattinata al tema dell’ictus cerebrale.

A parlare dell’improvviso deficit neurologico, come la debolezza o il disturbo della sensibilità di una metà o di una parte del corpo, la difficoltà a parlare o a vedere una parte del campo visivo, in assenza di dolore delle parti interessate, è stato il dott. Giorgio Cioni dell’ospedale di Pavullo che ha spiegato ad oltre un centinaio di agricoltori pensionati – ma molti dei quali ancora attivi – quali sono i sintomi e i modi per prevenire questo subdolo disturbo.

L’Associazione pensionati dall’inizio dell’anno – e su tutto il territorio modenese- grazie anche alla collaborazione con l’Ausl, ha realizzato diversi incontri sul benessere degli anziani e sulle patologie più frequenti della terza età.

“L’attività fisica ha un effetto favorevole sulla prevenzione dell’ictus – ha detto Cioni – e maggiore è la frequenza dell’attività fisica, maggiore è l’effetto protettivo”.

“Attività motoria che non manca agli agricoltori – ha aggiunto Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena – anzi, a volte di movimento se ne fa pure troppo – ha sottolineato con ironia”.

Abuso di alcool e fumo sono invece fattori che aumentano il rischio di ictus cerebrale. Il tema del welfare è stato al centro inoltre del dibattito: “Purtroppo le risorse per la sanità sono sempre più esigue – ha detto Walter Manfredi, presidente regionale dell’Anp Cia – e i servizi alle persone bisognose di cure , oltre alle lunghe attese, rischiano di peggiorare. Nelle aree montagna, inoltre, il problema aumenta per le popolazioni – e gli agricoltori – che hanno distanze maggiori da percorrere per raggiungere i presidi medici”.