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Sassuolo, arresto spacciatori con 60.000 euro come esca. Il Sindaco chiarisce in Consiglio Comunale

luca_caselli_50“Il prelievo dall’ufficio economato del Comune dei 60.000 euro utilizzati dalla Polizia Municipale di Sassuolo come esca nell’importante operazione che nel febbraio 2012 ha portato all’arresto di due soggetti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, era stato autorizzato dal Pubblico Ministero che ha coordinato l’attività di Polizia Giudiziaria, e della quale, per legge, come Sindaco, non potevo e non dovevo essere a conoscenza.

Tali operazioni di Polizia Giudiziaria, coordinate dal magistrato, sono infatti segrete e, come tali, non possono essere accompagnate da procedure pubbliche. Detto ciò ho personalmente verificato, a seguito della notizia di stampa e dell’interrogazione presentata, l’esistenza dei documenti che attestano sia l’avvenuto prelievo della somma dall’ufficio economato sia la restituzione, della quale il Comandante Faso si era assunto la responsabilità.

Per quanto riguarda l’operato del cosiddetto agente provocatore, che fingendosi acquirente della partita di cocaina ha permesso di incastrare i venditori, in attesa delle decisioni del giudice del processo in corso, esiste già una sentenza della Cassazione che, rigettando il ricorso presentato da uno dei due indagati, ne conferma la piena legittimità. Sarebbe bastato che l’autore dell’articolo avesse approfondito questi aspetti e l’esistenza di questa sentenza, anche facendomi una telefonata, per fornire una informazione più puntuale e corretta rispetto ai fatti ed evitando così suscitare illazioni, generare dubbi ed elementi pronti ad essere strumentalizzati politicamente, come infatti puntualmente è successo”.

Così il Sindaco di Sassuolo Luca Caselli ha risposto ad una interrogazione urgente presentata dal Consigliere del PD Giuseppe Megale nel corso della seduta serale del Consiglio comunale di martedì 21 gennaio, nel merito della notizia apparsa lo stesso giorno su un quotidiano locale e riferita agli atti del processo in corso a carico dei due soggetti arrestati nel febbraio 2012 dalla Polizia Municipale di Sassuolo, e accusati di spaccio di cocaina, al termine di un’operazione per il cui compimento sarebbero stati prelevati dall’ufficio economato del Comune e poi restituiti, 60.000 euro utilizzati come esca per la compravendita della droga.

“Nel caso specifico dell’operazione condotta dagli agenti della Polizia Municipale di Sassuolo, e richiamando altre sentenze di merito – ha continuato il Sindaco – la Suprema Corte ha precisato che l’attività dell’agente di Polizia che, in esecuzione dell’ordine di servizio ricevuto, al fine di assicurarne le prove ed individuare gli autori di un traffico di sostanza stupefacenti, abbia simulato di volere acquistare una quantità di droga e si sia recato sul posto convenuto per la consegna di essa, va considerata nell’ambito dell’articolo 51 del Codice Penale, ossia dell’adempimento di un dovere di Polizia Giudiziaria, in quanto finalizzata alla ricerca delle prove, all’individuazione dei responsabili ed al contenimento di una illecita attività, nota alla Polizia ed in corso di svolgimento.

Nella consapevolezza di un processo ancora in corso e nel rispetto delle decisioni di merito che il giudice assumerà, abbiamo già elementi certi che confermano la legittimità dell’operazione, e nel merito dell’utilizzo dei 60.000 euro, dell’operato del Comandante Faso e degli agenti ai quali rinnoviamo la nostra solidarietà, la nostra fiducia, ed il plauso per avere portato a termine con successo, e con l’arresto di due soggetti accusati di spaccio, una importante operazione di contrasto al traffico di stupefacenti. Un risultato che non può e non deve essere perso di vista e tantomeno offuscato da dubbi generati da informazioni parziali, e tantomeno da infondate illazioni”.