
La richiesta – precisa Cervi – segue la delibera regionale che consente appunto di dare continuità ai piani comunali definiti secondo le linee guida adottate l’anno scorso dalla Regione Emilia Romagna, in attesa del nuovo Piano regionale reso possibile dalla Legge di Stabilità per il 2016, ma i cui tempi non sono precisabili perché serviranno alcuni pareri di altri organismi.
“Un anno e mezzo di incertezza normativa – commenta il coordinatore – cui è seguita la difficoltà di attuare i piani predisposti, hanno portato la presenza delle nutrie nel territorio agricolo a livelli ormai insopportabili, mentre va sottolineato che si moltiplicano anche le segnalazioni che provengono dai centri abitati. A questo va aggiunto che gli agricoltori devono sopportare direttamente i danni alle colture, ai terreni, ai mezzi agricoli, non più risarciti. A questo non possiamo aggiungere anche i costi delle operazioni di controllo e smaltimento, di cui dovrebbero farsi carico gli Enti pubblici. Inoltre, considerato appunto che l’inverno troppo mite non ha permesso il contenimento ‘naturale’ del numero di esemplari di questa specie, qualche intervento per la diminuzione del loro numero va attuato tempestivamente”.
Agrinsieme è il coordinamento del settore agroalimentare che riunisce tre Associazioni agricole (CIA, Confagricoltura, Copagri) ed i settori agroalimentari dell’Alleanza delle cooperative italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop).

