
“Fino all’anno scorso la Martinelli Ettore Srl si vantava di essere il simbolo dello sviluppo del settore meccano-ceramico nel distretto di Sassuolo, un simbolo che nel volgere di pochi mesi ha messo in luce tutte le sue ombre” – spiegano Cesare Pizzolla, Segretario Generale Fiom-Cgil Modena e Alessandro Fili, Fiom-Cgil Sassuolo -.
“Il concetto di “grande famiglia”, tanto caro alla proprietà durante gli anni nei quali dal lavoro delle persone in fabbrica otteneva ingenti profitti, è immediatamente scomparso quando i lavoratori hanno chiesto che la crisi fosse affrontata con la salvaguardia dei posti di lavoro ed il pagamento delle retribuzioni arretrate. Niente di tutto questo è avvenuto, la proprietà ha scelto di non opporsi al fallimento e di non pagare le retribuzioni arretrate” – prosegue Fiom-Cgil.
“Nulla è stato fatto per i lavoratori da parte della Martinelli, ma spiace constatare che nulla è stato fatto anche dall’Istituzione Comunale, chiamata ad occuparsi della vicenda nella persona del Sindaco di Sassuolo, il quale, incredibilmente, all’incontro con la Regione Emilia-Romagna è stato in grado di chiedere alla proprietà di valutare la ricollocazione dei lavoratori presso una società del gruppo sita in Russia” continuano Pizzolla e Fili.
“A fronte di tutto questo l’unica proposta concreta è rimasta quella della Regione Emilia-Romagna che ha messo sul tavolo la possibilità di definire accordi per azioni di politica attiva per i 22 lavoratori della Martinelli Ettore Srl ancora in forza, attraverso un percorso di orientamento e formazione durante un possibile periodo di Cassa Integrazione per cessazione di attività da definire col curatore fallimentare”.
“A fronte delle previsioni non particolarmente confortanti sull’evoluzione del meccano-ceramico per il 2019-2020 – concludono Fiom-Cgil Modena e Fiom-Cgil Sassuolo – le Amministrazioni Comunali dovranno mettere in campo azioni ben più concrete, creando immediatamente tavoli di confronto con le parti sociali per monitorare e prevenire situazioni di crisi, individuando strumenti utili ad arginare le negative ricadute sociali”.

