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Taxi ed auto blu pronti a sostenere il trasporto pubblico nella Fase 2

“Completamente fermi, sin dai primi giorni dello scoppio dell’emergenza. È questa la situazione del noleggio auto con conducenti, il cosiddetto Ncc o auto blu, e il noleggio di autobus. Tutti gli operatori hanno i dipendenti in cassa integrazione, visto che viviamo di trasporto scolastico, turismo, eventi fieristici, traffico di lavoro, e spostamenti di dipendenti all’estero, attività che da febbraio sono completamente ferme. Nonostante questo, guardiamo avanti”. È preoccupato, ma anche determinato Federico Sandri, dirigente di Amne società consortile che raggruppa decine di noleggiatori con conducente e bus.

Guardare avanti significa attrezzarsi per il futuro. “Siamo convinti – continua Sandri – di poter offrire un importante contributo alla mobilità nel corso della ripartenza, visto che il trasporto pubblico in sicurezza sarà uno degli assi portanti della cosiddetta fase 2, una disponibilità che abbiamo già manifestato alla Regione”.

“Per questo ci stiamo attrezzando per offrire servizi alternativi in grado di integrare il Trasporto Pubblico Locale, utilizzando auto, van e bus turistici per portare i dipendenti da casa alle aziende e viceversa in sicurezza.  Il tutto con l’applicazione di un protocollo di sicurezza che garantisca il distanziamento delle persone sempre, anche quando salgono e scendono dai veicoli, con particolare riferimento agli autobus. Abbiamo predisposto i mezzi con divisorie in policarbabonato e siamo attrezzati per la loro sanificazione continua, con guanti, mascherine e disinfettanti, sia per gli autisti che per gli utenti.  E siamo pronti a potenziare il numero di mezzi e operatori da mettere a disposizione, visto che dovremo effettuare più corse con meno persone a bordo, a causa dell’esiguo numero di persone che possono essere trasportate su un unico veicolo”.

Se il trasporto NCC piange, i taxisti certo non ridono. “Abbiamo potuto continuare l’attività, ma il calo del fatturato si è ridotto di oltre l’80% – racconta Antonio Altiero, di Cotamo, uno dei due consorzi modenesi – anche per la nostra decisione di contribuire volontariamente alla riduzione degli spostamenti riducendo fortemente le corse. Nonostante ciò abbiamo cercato di essere di sostegno alla comunità, rendendoci disponibili al trasporto a domicilio di spese ed altri prodotti, alimentari e non”.

Anche in questo caso, l’attenzione alla sicurezza è elevata: sanificazione giornaliera dell’auto e dei sedili dopo ogni corsa, riduzione del numero di trasportati, adozione di mascherine e guanti, installazione di paratie para alito sono gli strumenti adottati dalla categioria. “Ma, nonostante ciò, il futuro sarà difficile perché ci vorrà molto tempo prima di tornare alla normale mobilità. Nel frattempo, abbiamo urgente bisogno che si proceda a una riorganizzazione complessiva del TPL che tenga conto della funzione pubblica del trasporto privato e che coinvolga tutti gli attori in campo, degli assessorati alla Mobilità ed alle Attività Produttive, Agenzia per la Mobilità, SETA, Categoria Taxi, Associazioni, responsabili dei Consorzi. Su questo punto rileviamo un grande ritardo progettuale. Un esempio? Sìta ripartendo l’attività sanitaria ordinaria: i nostri mezzi sono un’ottima alternativa per andare e tornare da una visita specialistica, soprattutto nel caso degli anziani e delle persone più a rischio. Se questa attività fosse programmata e sostenuta, ad esempio, attraverso voucher mobilità, avrebbe un ritorno utile all’intera comunità”, dicono Sandri e Altiero.