Grande attesa per la decisione della assemblea dell’Onu che, mercoledì 15 settembre ad Abuja in Nigeria, si pronuncerà sulla proposta di allargamento della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano. L’ampliamento coinvolgerà 80 comuni (contro gli attuali 34), 3 regioni (2), 6 province (5) per un totale di 498.613 ettari.

Intanto a pronunciarsi, in questi giorni, in un coro unanime sono i sindaci dei 21 Comuni modenesi candidati tra il distretto ceramico e il Cimone. Si sono ritrovati venerdì a Piane di Mocogno. Giovanni Battista Pasini, sindaco di Lama presidente della Ente Parchi Emilia Centrale e dell’Unione dei Comuni del Frignano introducendo l’incontro ha definito “il percorso per questo allargamento dalla pedemontana al crinale come una visione dello sviluppo del sistema territoriale che ha interessato insieme Comuni montani e ceramici”.

Per Fabio Braglia, sindaco di Palagano: “in un periodo storico segnato dalla pandemia e dall’arrivo di nuove risorse dall’Ue si potrà riscoprire il senso della comunità”. Mauro Fantini, sindaco di Prignano sulla Secchia ha aggiunto come “occorra ora imparare le possibilità offerte dalla Riserva del Mab Unesco”. “Meno campanilismi e più lavoro di squadra con nuovi punti di contatto e sintesi” è quanto si aspetta Matteo Deluca, sindaco di Montese.

Per Gianfranco Tanari, sindaco uscente di Zocca “la Riserva di Biosfera dell’Appennino potrà essere un polmone verde di contatto con la natura, offrirà una riconoscibilità internazionale con la presentazione della sua offerta”. “Un progetto di adesione che il Comune di Fiorano Modenese ha votato all’unanimità – ha ricordato la vicesindaca Morena Silingardi – perché potrà proprio mettere in rete le nostre eccellenze nell’ottica di giovani e sostenibilità”.

“Un punto di partenza ma anche di rilancio di eccellenze territoriali, come il Parco dei Sassi, e di ridefinizione di un turismo sostenibile che coinvolge la popolazione” ha ricordato Iacopo Lagazzi, sindaco di Guiglia. Dello stesso avviso Gian Luca Muzzarelli, assessore del Comune di Pavullo nel Frignano che vede come “anche la Riserva Naturale di Sassoguidano possa elevarsi ulteriormente in una nuova progettualità”.

“La Mab è uno storico accordo per unire i territori in termini turistici, scolastici e di sviluppo” ha detto Stefano Muzzarelli, sindaco di Fanano. “La Mab è chiamata a colmare il distacco che c’era tra pianura e montagna” ha sostenuto il vicesindaco di Pieve Pelago, Maurizio Micheli. “Infatti – ha approfondito Mariaelena Mililli, vicesindaco di Maranello – i comuni della fascia più bassa potranno essere da apripista a un territorio più vasto e da fare scoprire” aggiungendo in maniera simpatica: “potremo dire che le Ferrari provano le auto nel Club dell’Unesco”.

Giovanni Galli, sindaco di Marano sul Panaro: “prestando attenzione ai nostri valori e alla nostra biodiversità siamo chiamati a utilizzare un nuovo paradigma di sviluppo, più coeso e sostenibile”. Concetto ripreso da Valerio Fioravanti, direttore dell’Ente Parchi Emilia Centrale “si va nella direzione della vera transizione ecologica nell’ottica della sostenibilità”.

Barbara Lori, assessora alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, ha concluso lodando “il lavoro straordinario svolto per l’allargamento. La Mab dà un riconoscimento collettivo del valora del nostro territorio, in una dimensione e prospettiva mondiale, evocando una nuova capacità di sviluppare idee e progetti, anche con le imprese e le scuole”.

“Proprio le scuole dovranno farsi trovare pronti a questo ingresso – ha affermato Rossana Poggioli, dirigente scolastico di Lama, Polinago, Pavullo nel Frignano – e come è noto attraverso i giovani, chiamati a scoprire il nostro territorio, i messaggi e gli strumenti della Mab potranno essere trasmessi al meglio. La scuola ci sarà”.

 

Perché dell’allargamento

Il Mab (Man and the biosphere, l’uomo e la biosfera) è il programma intergovernativo avviato dall’ Unesco nel 1971 «per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente», attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Essere Riserva di Biosfera Mab Unesco significa far parte di un club di comunità che hanno accolto la sfida dello sviluppo sostenibile e si impegnano alla conservazione attiva del proprio territorio e del pianeta.  Al dato geografico e ambientale corrisponde l’impegno per una grande aggregazione di forze e risorse umane: scuole, giovani, tessuto d’impresa, amministratori locali. Con l’allargamento le aree rurali hanno un ruolo centrale nelle relazioni con le aree urbane.

Quali territori sono coinvolti e con quali numeri

La nuova Riserva di biosfera dell’Appennino tosco-emiliano è ubicata tra Toscana, Emilia-Romagna e Liguria. Siamo alla vigilia di un ampliamento che tocca i territori di città sulla Via Emilia, e sul versante toscano si allarga in Garfagnana e in Lunigiana raggiunge il mare, comprendendo anche Luni, in Liguria. In Italia sarà la più ampia Riserva di Biosfera Mab dell’Unesco.

L’ampliamento coinvolgerà 80 comuni (contro gli attuali 34), 3 regioni (2), 6 province (5) per un totale di 498.613 ettari.

La popolazione compresa nella Riserva Mab Appennino salirà da 101.000 residenti (di cui 13.000 under 18) a quasi 380.000 (di cui 56.000 under 18), gli istituti scolastici saranno 875 (212 quelli attuali).