
«Il fatto che questa volta la vittima sia un imprenditore e non un dipendente non attenua la gravità del fenomeno – dichiara Chiatto – Constatiamo che gli infortuni sul lavoro continuano ad accadere soprattutto nell’industria manifatturiera e coinvolgono sempre più spesso persone che utilizzano impianti e macchinari.
Già i dati del primo trimestre 2021 – continua il sindacalista Cisl – avevano rivelato che, con la ripresa economica, c’è stato un aumento dell’11% degli infortuni mortali nel nostro Paese, dovuto forse al tentativo di recuperare la produzione persa durante il lockdown.
È indispensabile innanzitutto rafforzare la formazione e cultura della sicurezza, sia tra i datori di lavoro che tra i lavoratori.
Tuttavia bisogna potenziare anche l’azione di controllo e vigilanza. A Modena manca almeno il 30% degli ispettori del lavoro e sono pochi anche gli ispettori di Inps, Inail e Ausl, se si considera – conclude Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale con delega alla salute e sicurezza sul lavoro – che devono controllare circa 58 mila aziende modenesi con almeno un addetto».

