
“Possiamo dire, senza tema di smentita, che l’ufficio di Polizia Giudiziaria è diventato un punto di riferimento sul territorio dell’intera Unione Bassa Reggiana, sia per i cittadini, spesso parti lese, che per gli stessi servizi” ammette il comandante del Corpo Unico, Carlo Alberto Romandini.
“Infatti – aggiunge il comandante – oltre ad aver condotto numerose indagini d’iniziativa o a seguito della ricezione di formali denunce, l’Ufficio ha lavorato in sinergia con tutte le istituzioni presenti sul territorio. In questo quadro, l’Ufficio di Polizia Giudiziaria ha affiancato e supportato, anche in pieno lockdown, sia il servizio sociale area adulti che il servizio sociale area minori, garantendo la presenza di operatori di Polizia Locale in occasione di situazioni a rischio. Per esempio, le comunicazioni dei provvedimenti del Tribunale per i Minorenni di Bologna ai famigliari dei minori sotto tutela, durante lo svolgimento di tutte le attività attinenti l’esecuzione delle procedure di allontanamento d’urgenza ex art. 403 CC, e le attività connesse alla messa in sicurezza delle vittime e degli stessi operatori. Tutta l’attività è stata caratterizzata da una scelta, operata a monte, di operare nella massima discrezione, non pubblicizzando i singoli episodi, al fine di garantire la riservatezza delle persone offese e di evitare l’esposizione ad ulteriori rischi di vittimizzazione”.
A distanza di cinque anni ecco un bilancio schematico dell’attività svolta che può essere utilizzato anche al fine di orientare le politiche sociali dell’Unione Bassa Reggiana su tematiche e necessità presenti sul territorio.
L’Ufficio di Polizia Giudiziaria in questi 5 anni ha trattato:
– 37 casi che hanno visto donne maggiorenni vittime di violenza. Un caso ha riguardato una giovane indotta al matrimonio;
– la posizione di 84 minori vittime di violenza diretta o assistita. In 11 casi l’indagine ha riguardato situazioni in cui i minori erano vittime di abusi sessuali mentre in 2 casi la violenza si è concretizzata in tentativi di induzione al matrimonio. In 3 occasioni gli agenti sono riusciti a rintracciare minori che si erano allontanati volontariamente dalla famiglia.
L’attenzione alle problematiche sociali ha portato l’ufficio ad interessarsi sempre più alle tematiche che coinvolgono i giovani e in questo quadro, anche a seguito della sottoscrizione del protocollo “Scuole libere dalla sostanze illegali” sottoscritto con il mondo della scuola e altre istituzioni, è stata intensificata l’attività di osservazione e contrasto ad alcuni fenomeni che generano allarme sociale.
Negli ultimi due anni sono stati 31 i minori deferiti alla Procura per i Minorenni di Bologna aver commesso reati (di cui 20 nel 2021). Tra questi in particolare si evidenziano 4 minori indagati per spaccio e detenzione sostanze stupefacenti, 3 minori indagati per rissa, 10 minori indagati per danneggiamenti, 9 minori indagati per furto e 1 minore indagato per detenzione di materiale pedo-pornografico.
In alcuni di questi casi, in presenza dei requisiti previsti dalla legge della lieve entità del danno, del pentimento e dell’esistenza di condizioni familiari e sociali che potessero far pronosticare che in futuro il minore si potesse astenere dal commettere altri reati, sono stati avviati percorsi di “mediazione penale” destinati a convogliare la pena in lavori di pubblica utilità.
Sempre costante è stata l’attenzione dedicata alla formazione che ha visto gli agenti partecipare a corsi di specializzazione sulla violenza di genere e sulla nuova normativa del cosiddetto Codice Rosso.
Si rileva altresì la partecipazione fattiva al tavolo interistituzionale, costituito da rappresentanti di Polizia Locale, Ausl, Servizi Sociali area minori e adulti, Associazione Non da Sola, Medico Legale, che ha portato alla sottoscrizione di uno specifico protocollo operativo che, dopo un periodo di interruzione per l’isolamento dovuto al Covid 19, ha ripreso a funzionare consentendo a tutti gli attori di ritrovarsi periodicamente per confrontarsi e migliorare i servizi.

