Home Regione Occhi puntati sullo spreco alimentare, un’emergenza mondiale

Occhi puntati sullo spreco alimentare, un’emergenza mondiale

Le Linee guida della Regione per la lotta al dispendio di cibo, tutela dell’ambiente, recupero e ridistribuzione delle eccedenze








Ridurre lo spreco per alimentare il futuro, per una società e un territorio solidale e sostenibile. Sfruttando al meglio le sinergie tra tutti gli attori coinvolti, con la definizione di indicazioni chiare sul modo in cui il cibo viene prodotto, distribuito e consumato.

A questo obiettivo guardano le ‘Linee guida per il recupero, la distribuzione e l’utilizzo di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale’, approvate in questi giorni dalla Giunta regionale e rivolte alle imprese del settore alimentare, organizzazioni benefiche, operatori dei servizi Igiene Alimenti e Nutrizione e servizi Veterinari delle Aziende sanitare territoriali.

Il documento ha come obiettivo specifico quello di supportare i soggetti coinvolti nello svolgimento dell’attività di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari, attraverso la definizione di regole omogenee e chiare. Perché proprio sulla base di queste Linee guida alle quali dovranno attenersi, donatori (imprese e operatori del settore alimentare) e riceventi (organizzazioni di recupero e ridistribuzione) di cibo sottratto allo spreco potranno svolgere le proprie attività nel rispetto dei requisiti di sicurezza igienico-sanitaria e dell’ambiente.

“La riduzione della perdita e dello spreco di alimenti è considerata dalle Nazioni Unite e da molte istituzioni internazionali come una delle principali strade da percorrere per la tutela dell’ambiente e il benessere dell’umanità, ed è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dall’Agenda 2030 dell’Onu – sottolineano la vicepresidente della Regione con delega al Welfare e all’Emergenza climatica, Elly Schlein, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Con le Linee guida raggiungiamo due obiettivi importanti: definire requisiti standard, uguali in tutta la regione, che gli attori della filiera del recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari devono garantire per poter offrire il loro contributo, e una serie di controlli e verifiche a cui devono sottostare. È un ulteriore passo avanti per rispondere in modo ancora più efficace ad un problema complesso, che richiede l’impegno di tutti, cittadini, istituzioni, imprese e associazioni, e un approccio multidisciplinare”.

Lo spreco di cibo nel mondo

Secondo gli ultimi dati disponibili resi noti dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) per il 2015, nel mondo annualmente vengono sprecate in media 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile; allo stesso tempo nell’Unione europea vengono prodotti circa 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, i cui relativi costi stimati corrispondono a 143 miliardi di euro. Questi rifiuti, oltre ad avere un rilevante impatto economico e sociale, esercitano una indebita pressione sull’ambiente. Sempre secondo la Fao, circa un terzo del cibo prodotto a livello mondiale viene perso prima di raggiungere il mercato o viene sprecato. I rifiuti alimentari generano ogni anno circa l’8% delle emissioni globali di gas a effetto serra. In Italia vengono gettati nei rifiuti da 70 a 96 kg/pro capite di cibo commestibile.






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