
Meglio, molto meglio, essere dunque preparati. E proprio a questo serviranno le giornate del 22 e 23 ottobre, come è stato sottolineato ieri mattina al Tavolo di coordinamento, presieduto dal prefetto Iolanda Rolli, che ha approvato l’esercitazione “Tresinaro 2022”: a tenere addestrata ed efficiente la complessa macchina organizzativa chiamata ad intervenire in caso di emergenza, ma anche a diffondere sempre più una cultura di protezione civile. Pure tra i cittadini, a partire dai più giovani, con alcune scuole che saranno chiamate ad assistere all’esercitazione.
Oltre 400 le persone che, tra sabato 22 e domenica 23 ottobre, saranno impegnate nel fronteggiare l’ipotetica piena del Tresinaro: innanzitutto 300 volontari delle associazioni reggiane, un’ottantina tra dirigenti e dipendenti dell’Unione Tresinaro Secchia (a partire dalla Polizia locale) e dei sette Comuni coinvolti (oltre a Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano anche Reggio Emilia) e poi ancora uomini e donne di Prefettura, Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile della Regione Emilia-Romagna, Vigili del fuoco, Polizia stradale, Carabinieri, Croce rossa e 118 Emilia Ovest, Polizia provinciale, AiPo e Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale.
Al Centro Fiere di Scandiano l’area di ammassamento soccorritori e mezzi, dove si insedierà la Colonna mobile di Protezione civile e dove logistica, trasporti, cucina, segreteria, sorveglianza, radiocomunicazioni e gestione dei volontari saranno affidate ai coordinatori del volontariato in emergenza. Presidio idraulico-idrogeologico, con attività di vigilanza dei tratti critici; attivazione degli interventi urgenti; informazione alla popolazione ed eventuali avvisi di evacuazione ai piani superiori; isolamento delle aree a rischio; evacuazione di persone da abitazioni a rischio; accoglienza degli sfollati; salvaguardia dei beni culturali e vigilanza edifici evacuati; censimento danni le varie attività che verranno svolte. I volontari di Protezione civile, in particolare, si eserciteranno nella sacchettatura e nella telonatura degli argini, nell’utilizzo di motopompe e motoseghe, nell’affrontare con una “coronella” un fontanazzo. E, soprattutto, nel montare due tratti da circa 400 metri l’uno, a difesa dell’abitato di Corticella, di barriere mobili NoFloods, l’innovativo sistema di difesa già utilizzato in gran parte d’Europa, a partire da Francia e Danimarca, di cui il Comune di Rubiera – grazie a un finanziamento di circa 150.000 della Protezione civile regionale – si è dotato a beneficio di tutta la provincia. In totale un chilometro di argine mobile, in grado di gonfiarsi con l’aria e l’acqua stessa della piena, che dopo due giornate di formazione ed addestramento, lo scorso aprile a Rubiera, saranno realmente dispiegate sul campo nel corso dell’esercitazione.

