Approvato all’unanimità durante l’ultimo Consiglio Comunale l’Ordine del Giorno sottoscritto da tutti i gruppi consiliari dal titolo “La tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare dell’Emilia Centrale”, a sostegno della candidatura dell’Aceto Balsamico Tradizionale a patrimonio UNESCO.

Come si legge sull’ODG: “Oggi il riconoscimento a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO appare un traguardo raggiungibile e concreto, ma è fondamentale che questa candidatura possa contare sul contributo di tutti trasformandosi sempre più in vero e proprio viaggio collettivo. È stato raccolto il consenso dei cultori del Balsamico sia nella Provincia di Modena che in quella di Reggio Emilia, e la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto lavora al progetto insieme alla Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano, a testimonianza di una cultura comune dell’Emilia Centrale”.

E ancora: “Nel 2002 il Comune di Spilamberto, assieme alla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, con il Patrocinio del Presidente della Repubblica, ha inaugurato il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena sempre all’interno di Villa Fabriani; negli anni si è consolidata la rete delle acetaie comunali, accanto alle centenarie acetaie private, diffuse sul territorio e contestualizzate negli straordinari paesaggi delle Province di Modena e Reggio Emilia che nel tempo è diventata elemento fondamentale della proposta turistica del nostro territorio e per trasmettere la passione e l’esperienza per il Balsamico, facendola vivere a cittadini e turisti da tutto il mondo”.

“Nel 2019 – si legge poi – nel corso del 53esimo Palio di San Giovanni, il Gran Maestro della Consorteria del Balsamico Tradizionale di Spilamberto Maurizio Fini ha proposto l’idea – lanciando un appello all’intero territorio, alle istituzioni e a tutte le realtà interessate – di lavorare insieme a un obiettivo che pareva ambizioso: il riconoscimento da parte dell’Unesco della tradizione e della cultura legate al Balsamico. Da allora si è sviluppato un percorso verso la presentazione della candidatura a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco”.

Ricordiamo che per sostenere concretamente questa iniziativa si possono trovare tutte le indicazioni sul sito www.tradizionedelbalsamico.org.

Le opportunità di partecipazione sono diverse:

ADERIRE: sia come Persona Fisica che Giuridica scaricando il modulo che una volta compilato dovrai inviare a unesco@balsamicus.org;

RACCOGLIERE FIRME: scaricando il modulo della petizione popolare e una volta terminato con tutte le 25 firme previste di amici e parenti dovrà essere inviato nuovamente a unesco@balsamicus.org;

LETTERE DI SUPPORTO: scaricabili a uso aziende, enti e associazioni che vogliono sostenere la candidatura. Preparare la lettera di supporto, su carta intestata, inserendo una breve presentazione della propria azienda, unitamente all’iniziativa e dichiarando in tal modo il supporto alla candidatura, inviare a unesco@balsamicus.org;

DONAZIONI: l’impegno economico per la preparazione di un docufilm è la parte principale delle spese. Il docufilm è una parte molto importante della documentazione che si dovrà presentare nella domanda di candidatura: è quello che guarderanno i delegati dei vari Paesi Unesco quando saranno riuniti per decidere chi, fra le tante candidature presentate, verrà iscritto nell’elenco dei beni immateriali patrimonio dell’umanità. Per questo, ci si è affidati a professionisti che stanno lavorando alla realizzazione del docufilm, e da qui nasce la necessità di raccogliere fondi per costruirlo. IBAN 08 A 05387 67062 00000 3739496.

“Comune di Spilamberto e Consorteria sono due soggetti indivisibili – commenta il Sindaco Umberto Costantini – L’opera di salvaguardia delle tradizioni svolta da più di mezzo secolo dai tanti volontari della Consorteria oggi guarda ad un nuovo traguardo per il bene della tradizione balsamica e dell’intero territorio modenese nella quale è nata. Per questo siamo loro grati non solo a nome dell’Amministrazione presente ma anche di quelle passate che tante risorse hanno investito in questo obiettivo. Dico sempre che Spilamberto è casa per quanti amano il Balsamico, solitamente lo dico ai volontari provenienti da tutta la provincia; con questo atto lo stiamo dicendo al mondo intero”.

“Da quasi quattro anni – racconta il Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini – sto lavorando tenacemente insieme ai miei stretti collaboratori per tagliare il traguardo del riconoscimento Unesco, relativamente alla cultura, al saper fare l’Aceto Balsamico Tradizionale come Patrimonio Culturale e Immateriale dell’Umanità.

Solo a dirlo mi tremano i polsi e vengo colto da un senso di smarrimento, mi assale un dubbio: ma non sarà troppo? È un sogno! E poi mi rispondo da solo: no, non è troppo!
L’Unesco salvaguardia il patrimonio culturale di monumenti, ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati, espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo dell’artigianato tradizionale. Noi, con la nostra passione, con il nostro legame viscerale con il territorio ci stiamo dentro in pieno e allora non è troppo, è ciò che ritengo sia giusto.

Non c’è nulla di più affascinante di una acetaia, citando un grande giornalista modenese, Edmondo Berselli possiamo convenire che: ‘…ogni volta sembra di sentire il senso di una civiltà che si materializza nelle cose. È come se il passato trovasse sostanza nell’Aceto Balsamico Tradizionale e diventasse il nostro presente. Basta qualche goccia ed è come sentire il gusto del tempo che passa’. Basterà tagliare il nostro traguardo per essere proiettati nel futuro. Ringrazio tutta l’Amministrazione Comunale di Spilamberto, in particolare il Sindaco Umberto Costantini, per il sostegno incondizionato, per la partecipazione e per aver saputo e voluto ‘sognare’ insieme a tutti noi della Consorteria!”.

Articolo precedenteAncora pochi giorni per iscriversi a “CIAO Contest. La musica di domani”
Articolo successivo“Oh my green”: laboratori e sostenibilità a Formigine