
«Il seminario è rivolto principalmente ai tecnici, consulenti, datori di lavoro delle aziende del settore con l’obiettivo – spiega il direttore della Scuola Edile di Modena, Alessandro Dondi – di fornire indicazioni per l’individuazione e la riduzione del rischio, oltre a informazioni utili per aumentare la qualità degli accertamenti sanitari da parte del medico competente al fine di evidenziare eventuali segni di alterazioni precoci e, possibilmente, reversibili delle patologie legate a questa esposizione professionale».
Ricordiamo che la silice cristallina libera è presente in mattoni, in prodotti simili fatti di cemento, nella pietra, nella roccia e in altre sostanza abrasive. In alcune mansioni si rilevano ancora oggi condizioni di elevate esposizioni a polveri che possono contenere al loro interno quantità variabili di silice; le operazioni a maggior rischio sono rappresentate da scavi (le condizioni peggiori si ritrovano in galleria), lavorazioni stradali in genere, tutte le operazioni di taglio e abrasione a secco, le ristrutturazioni di edifici esistenti. La silice (silice libera cristallina) può dare luogo, a volte anche a distanza di molti anni dall’inizio dell’esposizione, a malattie a carico del polmone (dalla silicosi, malattia professionale conosciuta da lungo tempo, ad altre patologie comunque invalidanti come le bronchiti croniche e l’enfisema) e di altri organi e apparati. È stato descritto un aumento di rischio relativo a malattie renali (per lo più su base autoimmune) a altre malattie autoimmuni (LES, artrite reumatoide, sclerodermia).

