
Secondo il capogruppo Luca Gozzoli e il consigliere Ennio Cottafavi, che hanno sottoscritto il documento, la tassa di soggiorno “penalizzerebbe notevolmente il mercato interno che, per il nostro Appennino, costituisce il 90 per cento del fatturato; creerebbe di fatto una competizione tra comuni perché quelli costretti ad applicare la tassa per esigenze di cassa, saranno inevitabilmente meno attrattivi rispetto agli altri; graverebbe solo su una parte del settore turistico, il ricettivo, costringendo l’albergatore a fare da esattore”.
I due consiglieri del Pd calcolano che una famiglia di tre persone – in base ai prezzi correnti – arriverebbe a pagare un giorno in più ogni tre di permanenza. Questo potrebbe costringere molti turisti a ridurre i giorni di vacanza. L’odg chiede anche che il governo “riveda l’aliquota iva riducendola, in modo da equipararla ad altri Paesi quali la Francia” e preveda “incentivi e sgravi per migliorare l’offerta alberghiera”; infine “definisca, d’intesa con le Regioni e gli enti locali, un piano organico d’investimenti, promozione e commercializzazione a supporto del prodotto turistico italiano”.

