
La bottiglia consortile – così è già stata chiamata dagli operatori – consiste in un corpo cilindrico, con un collo stretto e piuttosto allungato. L’etichetta frontale, unica per tutti i produttori, ha colore rosso scuro, bianco e oro, sul quale campeggia il logo ovale del consorzio, già oggetto di registrazione internazionale da parte del Ministero. Esistono due versioni, di cui una per il prodotto ‘invecchiato’, che individua un Aceto Balsamico di Modena di qualità superiore, invecchiato oltre tre anni in botte.
“La bottiglia non è obbligatoria per i produttori, né sostituisce alcuna esistente confezione – continua Mazzetti. Unicamente, essa va ad affiancare la esistente gamma di bottiglie e di etichette ‘proprietarie’ dei Soci, venendo a costituire un’originale idea per la diffusione dell’immagine del prodotto anche presso il grande pubblico. E i primi risultati raccolti durante l’Anuga lasciano ben sperare”. La bottiglia sarà esposta presso la Camera di Commercio di Modena anche il prossimo 21 ottobre, in occasione di un importante convegno sulle azioni di difesa dalle sempre più frequenti imitazioni del ‘balsamico’ modenese, cui parteciperanno il Ministero delle Politiche Agricole, esperti e e i consorzi di tutela delle più importanti specialità a denominazione protetta.

