
Fino al 31 dicembre, infatti, tutti i canali di restituzione restano aperti: da quello via web, facile, veloce e più economico per le casse pubbliche, che è già stato utilizzato da 50.000 nuclei e potrebbe superare quota 60.000, con un risparmio per l’amministrazione stimato in 300.000 euro; agli uffici postali, dove sono arrivati già 80.000 modelli; all’ufficio comunale di censimento di via Ca’ Selvatica 7, dove 8.000 cittadini si sono rivolti per revisionare o compilare il questionario.
Resta aperto fino al 2 dicembre l’info point di Sala Borsa, sia per la richiesta di informazioni che per la consegna del modulo compilato.
Sabato 3 dicembre, in concomitanza con i T Days, è prevista un’apertura straordinaria per l’intera giornata di un info point presso l’URP centrale di Palazzo d’Accursio per fornire informazioni, assistere i cittadini nellacompilazione on line e per il ritiro dei modelli compilati.
Franco Chiarini, direttore del settore Statistica e responsabile delle operazioni censuarie a Bologna, ha presentato i primi dati della restituzione dei questionari nelle varie zone della città.
Interessante il dato della restituzione via web, con un dato medio del 22,6%, nel quale al dettaglio si può notare che i quartieri popolari e periferici hanno percentuali di restituzione via web tra il 22 e il 24%, superiori ai quartieri centrali e alla zona colli, fermi al 19 %.
Al generale andamento positivo, fanno eccezione alcune aree del Navile, caratterizzate da una maggiore concentrazione di cittadini stranieri residenti. Per ovviare a queste criticità, dovute forse a difficoltà linguistiche o a cogliere le tempistiche e le finalità dell’operazione censuaria, che è anche una opportunità per conoscere meglio la composizione sociologica della cittadinanza e raffinare le politiche locali e nazionali, l’amministrazione sta avviando azioni specifiche. In particolare, la comunicazione con i datori di lavoro e con le scuole e la distribuzione di un volantino dell’Istat in 10 lingue.
Le operazioni censuarie termineranno il 29 febbraio 2012 e coinvolgonoanche 95 rilevatori sul territorio, tutti ben riconoscibili da un tesserino con fotografia dell’Istat e da quello di dipendente comunale, che censiranno i cittadini che hanno cambiato residenza nel corso del 2011.

