
Il sindaco Alessio Mammi nel suo intervento ha sottolineato alcuni punti salienti: “Anche a fronte di un bilancio così difficile da chiudere, abbiamo saputo tenere con forza sui servizi che non calano – ha detto -. Certo che lo stato non ci aiuta: l’Italia è il malato, e dopo questa cura pesante avrebbe bisogno delle necessarie vitamine per risollevarsi. Mi riferisco alla possibilità di investire sul territorio, riconoscere l’autonomia finanziaria agli enti locali, sbloccare il patto di stabilità per pagare le imprese, distinguere tra comuni virtuosi e non. Scandiano è virtuoso e deve esser trattato come tale. I comuni sono chiamati dallo stato a fare gli esattori e al contempo a garantire i servizi: è uno sforzo troppo gravoso, che in queste condizioni non ci permette di lavorare. L’IMU si rende necessaria per compensare il pesante ammanco di risorse generato dai tagli delle 5 manovre finanziarie approvate nel 2011 dallo stato: il gettito che si produrrà con questa tassa rimarrà a Scandiano solo in minima parte. A fronte dei 2,25 milioni di euro di tagli al bilancio, l’Imu compenserà per 1,7: i restanti sono risparmi fatti dal Comune, e il nostro impegno verso il risanamento continua. E’ necessaria una seria sbrurocratizzazione amministrativa e bisogna imprimere più velocità alla giustizia: anche in questo modo si aiutano le imprese e i lavoratori. Noi ci stiamo impegnando a promuovere lo sviluppo: se lo stato restituisse più dei 2 milioni di IRPEF a Scandiano a fronte di versamenti di 90 milioni della comunità scandianese, forse potremmo fare ancora di più”.
Con la delibera di bilancio è stato votato all’unanimità un ordine del giorno della Lega nord – con emendamento del PD – che chiede a Sindaco e Giunta di manifestare al presidente dell’ANCI le difficoltà economiche del comune e di intervenire presso il governo per chiedere attenuazione alle misure restrittive alle quali sono sottoposti gli enti locali.

