
Hmidat, che era accompagnato da Vittorio Reggiani, presidente della Cooperativa, ha raccontato che “coltivare la terra, per noi palestinesi è un segnale di resistenza, e insieme di cura. Il Parc, nato nel 1983 dall’impegno di agronomi volontari, raccoglie il lavoro di oltre tremila produttori, a Gaza e nel West Bank. I principali prodotti sono l’olio d’oliva, le mandorle, i datteri ed il cuscus, distribuiti in Italia attraverso il circuito equosolidale di Ctm Altromercato”. “La presenza del commercio equosolidale – ha spiegato Hmidat – ha permesso di tutelare i piccoli produttori, garantendo prezzi equi anche sul mercato interno. Importante poi, l’attenzione data al lavoro femminile: molte cooperative agricole infatti sono fondate e gestite dalle donne. Non meno importante, per i piccoli produttori, l’accesso a un credito a tassi equi e con tempi di restituzione giusti”.
“Il legame della nostra città con la Palestina – ha sottolineato il sindaco Pighi – è stretto e attivo da molti anni; il commercio equo, inoltre, è uno strumento che permette una collaborazione concreta con le aree dove i produttori operano. Modena è una città sensibile a questi temi e sarà possibile costruire ulteriori legami in futuro. E questa è un’opportunità sia per la nostra città che per la Palestina”.

