
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna in accoglimento delle risultanze investigative prodotte dai militari del Nucleo Investigativo di Bologna, che hanno permesso di raccogliere incontrovertibili elementi di responsabilità a carico dei due soggetti. Nello specifico, dall’acquisizione delle immagini relative alla rapina in questione, si aveva modo di verificare che il primo rapinatore che fa ingresso nella gioielleria e che con la pistola minaccia la titoLARE, si identifica proprio in C.L., ovvero uno degli autori del reato di tentativo di rapina a mano armata perpetrato il 23 marzo scorso ai danni della gioielleria “Pezzoli” di via Dagnini n. 13, per il quale venivano tratti in arresto anche due 32enni nati e residenti a Brindisi.
Dalla testimonianza della titolare della gioielleria “Cristina”, si è appurato che alle ore 10.00 di quella mattinata un uomo (successivamente identificato in C.L.) suonava alla porta del negozio ed otteneva l’apertura. Una volta all’interno chiedeva di visionare un braccialetto da donna per poi puntare alla vittima una pistola intimandole di consegnargli i preziosi. Dopo circa un quarto d’ora si presentava alla porta un altro uomo (successivamente identificato in T.L.) travisato con una sciarpa, il quale spingeva la proprietaria verso il laboratorio adiacente alla sala vendite. Nel frattempo i due rapinatori facevano razzia di preziosi e poco dopo si allontanavano a piedi con il bottino.

