
“Il mercato interno, e soprattutto mondiale – prosegue Parisini – continua a chiedere biologico e il problema, oggi, è proprio quello di organizzare meglio la produzione delle materie prime bio che stanno peraltro alla base delle principali produzioni DOP e IGP emiliano romagnole”.
Poi rivolge un appello ai produttori biologici dell’Emilia Romagna, invitandoli “a fare sistema e ad unirsi sotto l’egida dell’Associazione dei produttori biologici e biodinamici dell’Emilia Romagna (Pro.B.E.R), l’unica realtà in grado di sostenere in regione lo sviluppo del comparto ed affiancare gli agricoltori nel loro processo di crescita”.
E alle Istituzioni regionali dice: “Tra i nodi da affrontare: le difficoltà nel trovare ed utilizzare sementi biologiche, nell’ottica anche della biodiversità e nel mettere in rete le esigenze degli allevatori biologici a rifornirsi di alimenti bio con quelle dei produttori; infine, la morsa burocratica che strangola le aziende biologiche”.

