
Un terzo attore – Alex Nesti – un po’ arbitro un po’ bar man, monitora il gioco teatrale da una consolle e ha il compito di portare l’estraneo in scena: proietta immagini di repertorio della Sila, presa come elemento nostalgico di un paradiso perduto, scandisce il tempo con musiche elettroniche che fanno da contraltare a pubblicità di marchi totalmente avulsi dalla situazione, come lo sono anche i manga di eroine giapponesi (le video animazioni sono di Fabio Ramiro Rossin), a sancire il fallimento dei nostri sul palco.
Tra le pieghe di queste dinamiche generazionali emerge il quadro complessivo di una realtà disagiata, con tutte le ossessioni che la caratterizzano: il dramma del lavoro precario, la cura eccessiva per la salute fisica e mentale, l’incomunicabilità tra genitore e figlio o la difficoltà di stabilire relazioni con l’altro sesso. L’umorismo delle situazioni deriva da un uso sapiente del grottesco.
Attraverso una drammaturgia essenziale quanto acuta (il testo è firmato da Fiammetta Carena) e un’interpretazione energica e viscerale, Kronoteatro scatta l’istantanea di un presente desolato quanto problematico, dimostrandosi osservatore sensibile della contemporaneità. Parlare di nostalgia di futuro, in questo caso, sembra particolarmente significativo; perché da questo presente, dove ci si mangia la felicità a vicenda, si vorrebbe spesso fuggire.
Per informazioni e prenotazioni: 059.859665 / 347.3369820

