
“Il Mar Mediterraneo è una delle regioni più soggette all’aumento delle temperature e alla riduzione delle precipitazioni – spiega Schroeder -, dove gli effetti del global warming si manifestano più rapidamente che negli oceani, anche perché i tempi di ricambio delle acque sono relativamente brevi rispetto a quelli di un oceano”.
Nel bacino orientale, spiega la ricercatrice, “siccità e temperature hanno recentemente raggiunto livelli record rispetto agli ultimi 500 anni”. L’acqua calda si sposta dal bacino orientale verso quello occidentale passando dal Canale di Sicilia. Dal 1960 al 2005, scrive Schroeder, “il contenuto salino e di calore di quest’acqua è aumentato gradualmente, mentre dal 2005 questi parametri stanno crescendo a velocità doppia”.

