
Non consentire il voto agli studenti sarebbe penalizzante e discriminatorio, e anche un po’ paradossale. Il Programma Erasmus, promosso dalla Comunità europea, da circa 25 anni consente agli studenti universitari di trascorrere un anno di studio all’estero, ed è nato con molteplici obiettivi: incoraggiare l’apprendimento e la comprensione della cultura ospitante, dare un senso di comunità agli studenti appartenenti a paesi diversi e farli crescere come persone e come cittadini. E’ dunque un controsenso non permettere a questi ragazzi e a queste ragazze la possibilità di partecipare alla vita politica del proprio paese esercitando un diritto/dovere fondamentale.
In questi giorni, sopratutto attraverso i social network, gli studenti Erasmus hanno lanciato molte iniziative per chiedere di poter votare e il Partito Democratico ha già presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e degli Esteri, Annamaria Cancellieri e Giulio Terzi, per “garantire il diritto di voto dei circa 20 mila studenti italiani che stanno partecipando al programma di studio Erasmus”. I tempi sono molto stretti, ma il Governo può ancora intervenire con un decreto che comprenda anche gli studenti tra i ‘cittadini temporaneamente all’estero’. Mi auguro quindi che le giuste richieste degli studenti vengano ascoltate e che si consenta loro di partecipare a fondamentali giornate di democrazia quali sono il 24 e il 25 febbraio.
Thomas Casadei, Consigliere regionale – Capogruppo PD – Commissione Scuola, Lavoro, Cultura, Turismo

